INDIAN GOOSE BERRY
L’Amla è una pianta arborea di piccole o medie dimensioni appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae originaria dell’India che cresce nelle zone tropicali e subtropicali del Sud-Est asiatico.
Il nome deriva sanscrito “Amalaki” che viene tradotto come “immortalità”, “curatrice” ed è proprio a questa traduzione che si deve la nomea di “frutto della giovinezza” o “dell’immortalità”.
L’albero di Amla (o albero di Malacca) è considerato sacro dagli indù in quanto si crede che la divinità Vishnu dimori in essa.
In altre credenze indù, si dice che l’Amla abbia avuto origine dalle gocce di Amrit che si riversarono accidentalmente sulla terra, a causa della lotta degli dei e dei demoni dopo ksheera sagar manthan. Questa credenza religiosa afferma che guarisce quasi ogni malattia ed è anche efficace nell'estendere la longevità della vita.
Nella tradizione buddhista sanscrita, invece, metà del frutto di amalaka era il dono finale del Sangha buddhista del grande imperatore indiano Ashoka. Come illustrato in alcuni versetti dell'Ashokavadana.
Riconoscibile all’interno dell’INCI col nome scientifico Phyllanthus emblica Linn oppure come Emblica officinalis, la pianta presenta una corteccia liscia di color verde grigio, foglie verdi e frutti sferici a sei spicchi di colore giallo-verde (larghi circa 25 mm e lunghi 20mm) che ricordano l’uva spina e a cui dobbiamo la nomea di “uva spina indiana”.
Il sapore dei suoi frutti è particolarmente aspro, di fatti “amla” tradotto significa “acido” o appunto “aspro” e, sebbene venga sfruttata ogni parte della pianta, è proprio il suo frutto a renderla una delle erbe ayurvediche più significanti (la troviamo presente nel 50% delle formule medicinali ayurvediche)!
Da tempo immemorabile infatti i frutti della Emblica officinalis vengono sfruttati nella tradizionale medicina ayurvedica ed in quella cinese e tibetana.
L’emblica è appunto parte della cosiddetta Triphala (“i tre frutti”) una miscela fitoterapica composta oltre che dall’emblica da altre due erbe indiane, Terminalia chebula (Haritaki) e Terminalia belerica (Bibhitaki), che viene consigliata per diversi tipi di malattie.
PROPRIETÀ
La medicina ayurvedica suggerisce anche l’uso dell’emblica in ambito cosmetico come tonico per i capelli e protettore cutaneo!
L’Amla è infatti in grado di donare vigore e luminosità domando anche le chiome più crespe. Grazie alla presenza di tannini l’amla è un’ottimo condizionante e seboregolatore (indicato per il trattamento della forfora) del cuoio capelluto. Ma non solo, quest’erba grazie alla Vitamina C al suo interno, favorisce la circolazione sanguigna, prevenendo la caduta e l’incanutimento precoce a favore della crescita del capello. Viene dunque consigliata come prevenzione alla caduta stagionale essendo in grado di rafforzare la radice.
L’amla può anche essere utilizzata in aggiunta ad altre erbe lavanti poiché anch’essa contiene saponine.
PREPARAZIONE
L’Amla è un erba particolarmente acida, pertanto si consiglia la miscelazione in basse percentuali con erbe che prediligono ambienti alcalini (come Katam e Indigo), mentre per lo stesso motivo è apprezzata in combinazione con erbe o materie prime lenitive (quali Malva o Altea, Sidr, Rosa o i più comuni gel homemade)
La preparazione dell’Amla, come per altre erbe cosmetiche, richiede l'aggiunta di acqua calda (NON bollente, non vogliamo che bruci) aggiunta poca alla volta.
Onde evitare la presenza di grumi è possibile frullare o passare con la frusta il composto, così facendo, inoltre, si otterrà una crema voluminosa e spumosa.
L'ossidazione non oltre i 10-15 minuti (questo per evitare di vanificarne le proprietà) ed una posa di una o due ore, ma come sempre è soggettivo.
PELLE IN ERBA!
Una delle qualità più conosciute dell’Emblica è l’elevata presenza di Vitamina C.
Grazie ad essa questa pianta è particolarmente indicata nel trattamento della pelle matura in quanto in grado di stimolare la produzione di collagene o di macchie cutanee. Oltre a ciò le si riconoscono proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, astringenti e purificante.
ATTENZIONE
L’Amla è un erba potenzialmente scurente. Ciò vuol dire che su basi particolarmente chiare (e non, alle volte) potrebbe tonare un riflesso leggermente più scuro. L’effetto non è duraturo (basteranno pochi lavaggi per scaricare) poiché nessun’erba, fatta eccezione per la Lawsonia inermis, è in grado di legare permanentemente al capello, tuttavia perciò consigliamo di fare sempre una prova su di una ciocca nascosta.
Addizionata all’henné viene invece usata nei toni caldi per smorzare i toni aranciati a favore di quelli mattone! Al contrario, a causa della particolare acidità, potrebbe non essere apprezzata nei toni freddi.
Il nome deriva sanscrito “Amalaki” che viene tradotto come “immortalità”, “curatrice” ed è proprio a questa traduzione che si deve la nomea di “frutto della giovinezza” o “dell’immortalità”.
L’albero di Amla (o albero di Malacca) è considerato sacro dagli indù in quanto si crede che la divinità Vishnu dimori in essa.
In altre credenze indù, si dice che l’Amla abbia avuto origine dalle gocce di Amrit che si riversarono accidentalmente sulla terra, a causa della lotta degli dei e dei demoni dopo ksheera sagar manthan. Questa credenza religiosa afferma che guarisce quasi ogni malattia ed è anche efficace nell'estendere la longevità della vita.
Nella tradizione buddhista sanscrita, invece, metà del frutto di amalaka era il dono finale del Sangha buddhista del grande imperatore indiano Ashoka. Come illustrato in alcuni versetti dell'Ashokavadana.
Riconoscibile all’interno dell’INCI col nome scientifico Phyllanthus emblica Linn oppure come Emblica officinalis, la pianta presenta una corteccia liscia di color verde grigio, foglie verdi e frutti sferici a sei spicchi di colore giallo-verde (larghi circa 25 mm e lunghi 20mm) che ricordano l’uva spina e a cui dobbiamo la nomea di “uva spina indiana”.
Il sapore dei suoi frutti è particolarmente aspro, di fatti “amla” tradotto significa “acido” o appunto “aspro” e, sebbene venga sfruttata ogni parte della pianta, è proprio il suo frutto a renderla una delle erbe ayurvediche più significanti (la troviamo presente nel 50% delle formule medicinali ayurvediche)!
Da tempo immemorabile infatti i frutti della Emblica officinalis vengono sfruttati nella tradizionale medicina ayurvedica ed in quella cinese e tibetana.
L’emblica è appunto parte della cosiddetta Triphala (“i tre frutti”) una miscela fitoterapica composta oltre che dall’emblica da altre due erbe indiane, Terminalia chebula (Haritaki) e Terminalia belerica (Bibhitaki), che viene consigliata per diversi tipi di malattie.
PROPRIETÀ
La medicina ayurvedica suggerisce anche l’uso dell’emblica in ambito cosmetico come tonico per i capelli e protettore cutaneo!
L’Amla è infatti in grado di donare vigore e luminosità domando anche le chiome più crespe. Grazie alla presenza di tannini l’amla è un’ottimo condizionante e seboregolatore (indicato per il trattamento della forfora) del cuoio capelluto. Ma non solo, quest’erba grazie alla Vitamina C al suo interno, favorisce la circolazione sanguigna, prevenendo la caduta e l’incanutimento precoce a favore della crescita del capello. Viene dunque consigliata come prevenzione alla caduta stagionale essendo in grado di rafforzare la radice.
L’amla può anche essere utilizzata in aggiunta ad altre erbe lavanti poiché anch’essa contiene saponine.
PREPARAZIONE
L’Amla è un erba particolarmente acida, pertanto si consiglia la miscelazione in basse percentuali con erbe che prediligono ambienti alcalini (come Katam e Indigo), mentre per lo stesso motivo è apprezzata in combinazione con erbe o materie prime lenitive (quali Malva o Altea, Sidr, Rosa o i più comuni gel homemade)
La preparazione dell’Amla, come per altre erbe cosmetiche, richiede l'aggiunta di acqua calda (NON bollente, non vogliamo che bruci) aggiunta poca alla volta.
Onde evitare la presenza di grumi è possibile frullare o passare con la frusta il composto, così facendo, inoltre, si otterrà una crema voluminosa e spumosa.
L'ossidazione non oltre i 10-15 minuti (questo per evitare di vanificarne le proprietà) ed una posa di una o due ore, ma come sempre è soggettivo.
PELLE IN ERBA!
Una delle qualità più conosciute dell’Emblica è l’elevata presenza di Vitamina C.
Grazie ad essa questa pianta è particolarmente indicata nel trattamento della pelle matura in quanto in grado di stimolare la produzione di collagene o di macchie cutanee. Oltre a ciò le si riconoscono proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, astringenti e purificante.
ATTENZIONE
L’Amla è un erba potenzialmente scurente. Ciò vuol dire che su basi particolarmente chiare (e non, alle volte) potrebbe tonare un riflesso leggermente più scuro. L’effetto non è duraturo (basteranno pochi lavaggi per scaricare) poiché nessun’erba, fatta eccezione per la Lawsonia inermis, è in grado di legare permanentemente al capello, tuttavia perciò consigliamo di fare sempre una prova su di una ciocca nascosta.
Addizionata all’henné viene invece usata nei toni caldi per smorzare i toni aranciati a favore di quelli mattone! Al contrario, a causa della particolare acidità, potrebbe non essere apprezzata nei toni freddi.

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