Passa ai contenuti principali

Il Leave-in

TUTTO SUL LEAVE-IN! 


CHE COS'È IL LEAVE-IN E A COSA SERVE?


Il leave in (letteralmente “lasciare dentro”) è un prodotto che permette di proteggere, nutrire e/o idratare il capello, prevenendo le doppie punte ed ammorbidendo la chioma.
Il prodotto, scelto in base alle esigenze dei propri capelli, si applica sui capelli prima dell’asciugatura e non si risciacqua, facendolo agire fino al lavaggio successivo!
Questo passaggio è fondamentale nella routine di cura dei capelli poiché al leave-in si chiede di replicare le funzioni del film idro-lipidico naturale dei capelli.
Abbinato agli impacchi (che ricordiamo, dopo una sana alimentazione, fanno il più del lavoro!)  questo rivestimento aiuterà a mantenere le punte forti ed in salute -permettendo così alla chioma di prendere lunghezza-, proteggendole dagli agenti esterni, atmosferici, dagli stress meccanici e dall’inquinamento. 
Oltre a ciò il leave-in aiuterà a disciplinare, ammorbidire, illuminare, acconciare e talvolta profumare, la nostra chioma.





COSA SI UTILIZZA PER IL LEAVE-IN?


Per leave-in si possono intendere tutte quelle sostanze che vengono -e possono essere- applicate sul capello senza poi risciacquare (di conseguenza il leave in può essere un prodotto confezionato (senza risciacquo), spray, gel idratanti, oli e burri... 

Numerosi sono i prodotti presenti in commercio che si prestano all’uso -i famosi prodotti per lo styling- poiché in genere presentano nella formulazione condizionanti, ingredienti idranti (che domeranno crespo e/o secchezza) e nutrienti (quindi sostanze grasse che assicurano appunto la protezione da fattori esterni) essendo così in grado di adempiere a tutte le funzioni richieste.

Nonostante ciò, moltissimi preferiscono sostanze prettamente idratanti dunque percorrono la strada dell’homemade, non tanto per un fatto di convenienza del prezzo, quanto per il risultato! I migliori leave da poter fare a casa sono infatti il gel di semi di lino (gsl), il gel di semi di methi (gsm), gel di semi di chia, la katira (in piccole porzioni); tutti questi, essendo gel, sono idratanti, e rimangono gettonati leave-in insieme agli spray alla glicerina, preferibili a leave in unicamente nutrienti, come burri o oli, poiché questi non possono essere a capelli asciutti e a lungo andare rischiano di seccare i capelli. Il vantaggio dei prodotti unicamente idratanti, invece, è che possono essere messi ad ogni lavaggio come leave in, senza portare controindicazioni, e se bisogna ravvivare lo styling possono essere applicati tranquillamente a capelli asciutti.
Ed altrettanto numerosi sono gli amanti del leave in prettamente nutriente, siccome essi sono in grado di proteggere il capelli dagli agenti esterni fornendo comunque una leggera idratazione (dovendo essere applicati a capelli umidi).

Spesso però i soli prodotti idratanti o soli nutrienti potrebbero non bastare, infatti occorre ricordare che, come per gli impacchi, anche il leave in andrà alternato! oltre a ciò la preferenza del leave in non è da fare in base alla preferenza del nostro occhio estetico o istinto, bensì in base alle esigenze e preferenze dei nostri capelli.

C’è chi predilige adoperare i prodotti cosmetici dalla ricca formulazione, chi invece preferisce rimanere leggero ed utilizzare le materie prime che adoperiamo per gli impacchi, come sempre sperimentare è l’unico modo per aver la certezza di aver trovato il leave in che appaghi i nostri capelli.
La cosa importante è che questo non appesantisca o unga i nostri capelli, li disciplini al meglio, favorendone piega e soprattutto protezione.




COME SCEGLIERE IL LEAVE-IN?


Come accade con le materie prime per gli impacchi ed i prodotti per il lavaggio anche il leave in viene scelto soggettivamente. 
Possiamo quindi dare indicazioni assolutamente generali per facilitarvi la scelta.
Per quanto riguarda i prodotti cosmetici presenti in commercio come sempre l’INCI è nostro alleato. Saper riconoscere le sostanze ed i principi attivi che compongono un prodotto ci aiuterà a capire a prima lettura se il cosmetico potrebbe piacere o meno ai nostri capelli, anche se come ben sappiamo un prodotto va valutato nell'insieme, non in base ai singoli ingredienti.

Parlando di oli e burri è bene presagire che andranno sempre applicati a capelli umidi. Come leave in, essi sono in grado di nutrire il capello e proteggerlo dagli agenti esterni, espletando alcune funzioni del sebo cutaneo. Così facendo il capello verrà nutrito senza seccare ed al contempo verrà idratato dall’acqua fissata nei capelli dal film lipidico degli oli/burri. Come ormai si sa l’olio di cocco è un eccezione, essendo un olio saturo, ed a bassissima viscosità è molto gettonato come leave in a capelli asciutti, tuttavia a lungo andare questo procedimento potrebbe comunque seccare il capello, dunque sarà opportuno alternarlo.
Oli e burri sono indicati come leave in, purché si tratti di oli leggeri, ovvero poco viscosi. Un olio cosiddetto pesante come il ricino sarebbe difficoltoso da distribuire ed assorbire e potrebbe ungere ed ammucchiare ciocche di capelli nonostante la quantità ridotta.
Oppure in caso di lipidi composti da acidi grassi insaturi, che penetrando con più fatica favoriscono un'idratazione prolungata.

Per quanto riguarda i gel, come detto poc’anzi, possono essere applicati sia a capelli umidi che a capelli bagnati (metterli però a capelli completamente grondanti aiuterà a mantenere l’idratazione all’interno del capello e a “bloccarlo” quindi). Spesso i gel da soli, come detto, potrebbero non bastare, sarà quindi necessario unirli a qualche fluido o a qualche crema.




L'APPLICAZIONE DEL LEAVE-IN!


Come anticipato ad inizio articolo il leave in non deve essere lavato via, ma, al contrario, lasciato agire sulle lunghezze fino al lavaggio successivo.
Se si predilige l’uso di sostanze grasse sarebbe bene non applicarle sulla cute (già lubrificata dalla produzione di sebo), soprattutto se si soffre si cute grassa, poiché si andrebbe ad ungere -e portare a sporcarsi prima- i capelli. A tal proposito ricordiamo anche che le sostanze idratanti non creano controindicazioni invece.
Sarebbe bene che il leave in venisse applicato ripetutamente per consentire la migliore protezione dagli agenti esterni (dunque giornalmente!).
Generalmente, si consiglia di applicare il leave in prima di andare a dormire, così da dare il tempo al capello di assorbire i principi attivi evitando di acchiappare fra i capelli le antiestetiche polveri nell’aria. Tuttavia c’è chi predilige utilizzare il leave in come styling per i capelli, dunque l’applicazione diventa soggettiva.
Mentre per mantenere una corretta protezione nei giorni successi al lavaggio occorrerà inumidire i capelli nebulizzandovi sopra -con l’ausilio di un flacone dotato di spruzzino- dell’acqua (fresca o temperatura ambiente, mai calda) o passare le dita inumidite lungo i capelli, prima di procedere con l’applicazione del leave-in.
Ricordiamo inoltre che non ci sono regole precise per quel che riguarda la quantità di prodotto da applicare, dato che varia in base ad una lunga serie di fattori (unghezza, spessore e abbondanza della chioma, porosità, tipologia di capelli…) l’importante è non esagerare, in caso le porzioni non fossero corrette sarà più facile aggiungere che togliere, quindi il consiglio è di iniziare con una quantità davvero minima -e soprattuto ben distribuita-, per poi aumentare gradualmente nel caso fosse necessario.
Per quanto riguarda la tecnicità dell’applicazione ognuno deve trovare il proprio metodo di applicazione, giacché non solo ogni capello è diverso, ma anche i nostri gusti personali sono diversi, quindi ciò che può piacere a uno può non andare bene per qualcun altro, di conseguenza noi daremo solo dei consigli molto generali, giusto per dare l’accordo a chi non ha idea di come muoversi, poi sappiamo che ognuno ha i propri metodi e sistemi.

• CAPELLI LISCI

Dopo il lavaggio i capelli lisci andranno districati, sia per togliere eventuali nodi che si vanno a creare e che potrebbero spezzare i capelli, sia per togliere “la forma della shampoo”. Nel caso dei capelli lisci sarà necessario distribuire il leave in su tutte le lunghezze (umide) e distribuirlo al meglio (se necessario aiutandosi con una spazzola apposita). Se sarà necessario (per capelli particolarmente crespi) si potrà anche ciocca per ciocca, alzando tutti i capelli con una pinzetta e lasciando giù una ciocca, applicando il leave in e sciogliendo poi la ciocca successiva (come si stesse passando la piastra). Dopo aver applicato il leave in e averlo distribuito al meglio si potrà procedere all’asciugatura.

• CAPELLI MOSSI/RICCI

I capelli mossi e ricci sono sicuramente più soggettivi rispetto ai capelli lisci, poiché la forma del mosso e ancor più del riccio varia sempre e potrebbe non soddisfare sempre i nostri gusti personali. Ecco perché ognuno deve trovare la propria tecnica di applicazione. Qui illustreremo la tecnica di applicazione seguita dalla nostra moderatrice, Antonia. In generale anche i capelli mossi o ricci dovrebbero essere districati (e lo consiglio sempre) poiché si toglie la forma dello shampoo e gli eventuali nodi. Dopo aver districato i capelli (grondanti) la nostra mod procede dividendo i capelli in tre parti (destra, sinistra e dietro), per poi applicare il gsl dall’alto verso il basso su ogni lato per poi passare la tangle (per distribuirlo al meglio), e ripetere questo passaggio fino a quattro volte. Dopo aver applicato il gel su tutti i capelli alza tutti i capelli con una molletta lasciando giù una sola ciocca, poi procede scrunchando (ovvero “pizzicando” i capelli poggiati sul palmo delle mani dal basso e portandoli in alto con le mani, quasi arricciandoli), prima usando il fluido e poi mettendo il gel, e ripete l’operazione sciogliendo sempre una ciocca dopo l’altra fino ad aver sciolto tutti i capelli. Una volta aver scrunchato tutti i capelli procede abbassando la testa, scuotendo un po’ le radici e scrunchando a testa in giù. Dopo procede col plopping (per più tempo possibile) per poi concludere con l’asciugatura (con diffusore).




LEAVE-IN E FOHN...


Nonostante esistano leave-in cosiddetti termo-protettori, che vengono applicati sul capello prima del processo di asciugatura, per evitare i danni preventivi, questi leave in non possono il alcun modo proteggere dai danni del calore.
NON ESISTONO INFATTI VERI E PROPRI TERMOPROTETTORI
L’unico modo per proteggere i capelli dalk'asciugacapelli è farne un uso limitato e consapevole. È bene infatti tenere il phone a 10/15 cm di distanza dai capelli e a media temperatura.
A tal proposito ricordiamo anche che i leave in oleosi, in caso si usi il phon caldo, andranno a friggere i capelli, sarà quindi bene evitarli (fatta eccezione per l'olio di cocco, che però andrebbe usato sporadicamente)!




...PAZIENTARE!


Anche questo articolo volge al termine. Come sempre i risultati non saranno immediati, prima di capire se il prodotto scelto è apprezzato dai nostri capelli sarà necessario utilizzare lo stesso leave in una o due settimane, così da dare il tempo ai capelli di abituarsi. 
Inoltre, anche trovando il giusto leave in i progressi non saranno immediati, col tempo arriveranno, ma non è possibile stabile un periodo universale, poiché dipende da vari fattori.
Possiamo dunque salutarvi spronandovi a non demordere e ricordarvi che il leave-in è uno step più che fondamentale in una corretta routine di cure pilifere!

Commenti

Post popolari in questo blog

Il picramato di sodio nell'henné

PICRAMIC ACID Oggi siamo qui a parlare di un’argomento che nasce come semplice voce di un’ articolo , ma di cui vi molto da diffondere e che quindi ha richiesto uno spazio tutto suo! Il titolo parla chiaro e sicuramente ne avrete già sentito parlare, ma siete sicuri di avere le idee ben chiare sull’argomento ? COS'È?   Il picramato di sodio (sodium picramate) è un colorante sintetico di colore rosso spesso addizionato alla polvere di henné. Viene usato per ottenere colorazioni più intense rispetto a quelle ottenibili con pura Lawsonia inermis (unico vero e proprio henné), per annullare i tempi di ossidazione e accelerare la posa necessari per il rilascio del pigmento, ma soprattutto per freddare in breve tempo il tono. Viene in genere addizionato a polvere di Lawsonia dal basso potere tintorio, o di scarsa qualità, ma lo si può trovare anche in henné di qualità, destinati anche ai saloni di bellezza (poiché appunto aiuterebbe a diminuire i tempi di posa della pas...

Lista Parrucchieri ECO-BIO

PARRUCCHIERI ECO-BIO/ACCETTABILI I n questo articolo vi presenteremo alcuni parrucchieri che utilizzano prodotti accettabili, eco-biologici e/o erbe tintorie. Oltre all’elenco vi saranno fornite informazioni quali indirizzo e numero telefonico di ogni professionista, inoltre, cliccando sul nome del salone scelto, verrete reindirizzati al sito o pagina Facebook dello stesso per ulteriori informazioni. Per un consumo consapevole consigliamo sempre di controllare di persona l’etica della persona cui state affidando i vostri capelli, poiché, aldilà della parola dataci non abbiamo la certezza dell’affidabilità e trasparenza lavorativa. ABRUZZO  L’AQUILA Hair style Marzia Via Giovanni di Vincenzo, 25 Tel.  339 341 1244 VASTO (CH) Cinzia Parrucchieri  Via Roma, 41 Tel.  0873 368954 BASILICATA MATERA D’amelio Raffaele Parrucchieri Via la Martella, 7 Tel. 0835 388103 CALABRIA ...

Gel di pala Fico d'India

OPUNTIA FICUS-INDICA Il fico d’india (cui nome scientifico è Opuntia ficus-indica) è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle cactacee al genere opuntia.   Si tratta di una succulenta arborescente che può raggiungere i 4-5 metri di altezza. Il fusto è composto da cladodi (comunemente denominati pale), si tratta di fusti modificati, di forma appiattita e ovaliforme, lunghi da 30cm a 40 cm e larghi da 15cm a 25 cm, che, unendosi gli uni agli altri formano delle ramificazioni. Le pale (cladodi) assicurano la fotosintesi clorofilliana, vicariando la funzione delle foglie. Recenti studi genetici indicano la pianta originaria del Messico centrale. Veniva coltivata e commerciata già ai tempi degli Aztechi, presso i quali era considerata pianta sacra con forti valori simbolici e che prendeva il nome di Nopal.  Da qui si diffuse successivamente come merce di scambio a tutto il Mesoamerica e quindi a Cuba, Hispaniola, e alle altre isole ...